LA MAPPA MENTALE

Iniziare un viaggio senza una meta precisa, dove ti porterà? Bèh, come diceva A. Einstein, la risposta stà nella domanda. Se non hai una meta non puoi sapere dove arriverai.

Se per un viaggio “adventure” forse potrebbe avere un senso, non avere un meta nella propria vita, funziona?

Tutti, iniziamo a vivere con un unica certezza: arriveremo prima o poi, all’ultimo giorno della nostra esistenza. Come vuoi arrivare a quel giorno? Pieno di rimpianti e di “se”? O preferiresti, guardandoti indietro, essere pienamente soddisfatto della tua esistenza?

Come vuoi sentirti mentre percorri il tuo viaggio chiamato vita? Quali sono le tue mete? I tuoi obiettivi? Cosa ti rende felice? Vuoi vivere la tua vita o vuoi sopravvivere? Sei contento o ti accontenti?

Avere una “vita di successo” non significa necessariamente essere ricchi. Per alcuni significa questo ma, ognuno di noi, ha la propria visione sull’avere una “vita di successo” ed è giusto sia così. Definisci con precisione cosa significa per te avere una vita di successo, avere una vita piena e felice.

Vedi, spesso in realtà, non abbiamo definito ciò che vogliamo davvero e, anche quando lo sappiamo, il problema è rappresentato dal pensiero sorgente che ha generato quell’obiettivo.

La tua personalità si è formata entro il terzo anno di vita e si è completata definitivamente entro il 12 anno. Ciò che è accaduto in questi anni è diventato il tuo programma mentale. In PNL (Programmazione Neuro Linguistica. Si tratta di una neuroscienza) direbbero che in questi anni si è definita la tua mappa mentale che però non corrisponde a ciò che in realtà è il territorio.

La tua mappa mentale è la tua idea del mondo. E’ l’insieme di valori e credenze che ti faranno percepire te stesso ed il mondo circostante. Sulla base di quelle, tu prenderai nella tua vita decisioni che ti faranno compiere le relative azioni.

Per fartelo capire spesso faccio questo esempio decisamente “brutale” ma che rende l’idea.

ESEMPIO: scoppia una bombola di gas in modo accidentale in una chiesa cristiana a Roma facendo 10 morti e ferendo altre 30 persone. Gli estremisti islamici esultano perchè 10 infedeli sono stati eliminati per volontà di Allah. La comunità cristiana invece piange i 10 caduti cristiani.

Capisci? Sia chiaro che ho fatto riferimento a due fedi religiosi diverse solo perchè mi era più semplice farti arrivare il concetto che volevo esprimere ma l’esempio potrebbe essere fatto su migliaia di casistiche differenti. Ciò che importa è che l’evento è “oggettivo” cioè: è esplosa una bombola di gas e sono morte 10 persone, punto. Tutto ciò che ne consegue dopo è frutto di interpretazione ovvero, viene “letto” in modo totalmente differente perchè proviene da contesti totalmente differenti dotati di convinzioni opposte.

Se la nostra mappa mentale si forma entro i 3 anni di età e si completa entro i 12 anni, chi ha messo nella nostra mente le convinzioni che abbiamo? E’ ovvio che i nostri genitori, i nostri nonni e parenti, la scuola e gli amici che abbiamo frequentato, i libri che abbiamo letto, i programmi televisivi che abbiamo visto, il nostro credo religioso ecc ecc, hanno tutti assieme contribuito a formare quelle che noi riteniamo le nostre convinzioni, ovvero: i nostri filtri. Il modo in cui noi percepiamo il mondo e noi stessi. Sono la nostra “chiave di lettura”, la nostra mappa mentale che però non corrisponde in realtà al territorio.

Se da quando sei nato tuo padre ti diceva che sei un imbecille, tu ti comporterai come un imbecille per il resto della tua vita, anche se questo ti farà soffrire enormemente. Sarà un comportamento automatico perchè il concetto : “sei un imbecille” è radicato nel tuo inconscio.

E’ il tuo inconscio a dirigere la tua vita nel 90% dei casi. E’ il tuo inconscio che genera il “pensiero sorgente” che darà poi vita alle tue scelte ed azioni.

COSA C’E’ IMPRESSO NEL TUO INCONSCIO? QUAL’E’ LA TUA MAPPA MENTALE?

Spesso non riusciamo ad essere felici della nostra vita perchè definiamo obiettivi che sono frutto di credenze e programmi mentali non nostri. Ci poniamo delle mete che “sentiamo nostre” a tutti gli effetti ma che in realtà non ci appartengono. E’ come se stessimo vivendo la vita di qualcun’altro.

Poi talvolta, accade qualcosa nella nostra esistenza: un trauma, un evento anche non necessariamente tragico e/o importante che però ci fà riflettere sul fatto che forse, tutto quello che avevamo pensato fino a quel momento non è reale, almeno non per noi. Quel momento io la definisco “la chiamata”. Puoi decidere di accettarla o di rifiutarla ma, anche se la rifiuterai, lei si ripresenterà ciclicamente. Tu potrai continuare a rifiutarla se vorrai e così, sarai infelice fino alla fine dei tuoi giorni vivendo una specie di “dejavu” costante. Oppure, puoi accettarla ed affrontarla per progredire, per scoprirti, per passare allo step successivo, per spezzare la tua mappa mentale ed avvicinarti sempre più a quello che è il vero territorio. Il territorio, è il tuo vero “essere”. In quella condizione, tu puoi essere quello che vuoi realmente essere, privo di condizioni limitanti, privo di catene di ogni sorta ed aperto alle infinite possibilità della vita.

Andrea

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